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Lo Sportello
Unico per le attività produttive costituisce una delle più importanti
novità apportate dal processo di riforma della Pubblica Amministrazione,
posto in essere dalle cosiddette leggi "Bassanini". Il servizio
offerto dallo Sportello Unico intende agevolare gli imprenditori
e i privati cittadini che necessitano di un'autorizzazione o concessione
per impianti produttivi, assicurando la riduzione dei tempi di
istrutturia dei predetti procedimenti.
In
termini operativi ciò significa che:
- ogni cittadino/impresa potrà ottenere Autorizzazioni/Concessioni
con la semplice presentazione della domanda al Comune competente
per territorio;
- l'Ente si fa carico del completo disbrigo della pratica, compresi
pareri, autorizzazioni e nullaosta di Enti terzi (Prefettura,
ASL, VV.FF, ecc.);
- la semplificazione della documentazione è possibile attraverso
l'autocertificazione di qualsiasi aspetto tecnico (per mezzo di
tecnici abilitati) e legale.
- lo Sportello Unico rende disponibili tutte le informazioni di
ordine economico (finanziamenti, incentivi), urbanistico, ed ambientale
per un corretto insediamento di attività produttive mediante l'utilizzo
sistematico degli strumenti telematici (per esempio, Internet)
sia per l'accesso a tali informazioni, sia per il monitoraggio
dello stato della pratica.
Risulta
evidente che il quadro delineato mira ad una significativa razionalizzazione
della cornice amministrativa di riferimento all'attività di impresa
e che, pertanto, comporta un cospicuo sforzo riorganizzativo da
parte dei Comuni, in quanto soggetti istituzionali più direttamente
coinvolti.
Sul piano dei profili organizzativi della struttura e delle aree
territoriali di riferimento dello Sportello, il legislatore non
si è orientato verso modelli predeterminati, ma ha lasciato spazio
ad una serie di soluzioni al fine di consentire, a seconda delle
circostanze, un adeguato esercizio delle funzioni. Lo Sportello
Unico, infatti, può essere costituito: dai singoli Comuni; da
Associazioni di Comuni; si può avvalere del coordinamento da parte
dell'Amministrazione provinciale; può costituirsi, sulla base
di apposite convenzioni, presso le Camere di Commercio.
Inoltre, la tempestiva attivazione dello Sportello Unico assume
rilevanza strategica, sia nel contesto dell'attuazione del decentramento
e della semplificazione amministrativa, sia per lo sviluppo dell'economia
e dell'occupazione a livello locale.
Viene assunto un impegno specifico da parte dei soggetti interessati
per garantire l'informazione a tutti i possibili utenti, risolvere
i problemi di accessibilità, del diverso livello di informatizzazione
delle singole Amministrazioni e di interconnessione telematica,
ed affrontare la complessità politica istituzionale derivante
dall'elevatissimo numero di Comuni di piccole dimensioni e l'eterogeneità
delle caratteristiche socioeconomiche delle varie aree territoriali.
In tale panorama istituzionale ed economico di grande cambiamento
a livello nazionale e locale, l' Information and Communication
Technology (ICT) ha assunto un ruolo decisivo. Alla spinta propulsiva
del legislatore le Amministrazioni locali hanno risposto esprimendo,
in particolar modo in questi ultimi anni, una grande capacità
di azione innovatrice.
In particolare, affrontando le problematiche del re-engineering
dei Sistemi Informativi Pubblici, da una parte è emersa l'opportunità
di abbandonare soluzioni "pragmatiche" che, pur dando un immediato
risultato, scontino un grande rischio di obsolescenza, dall'altra
è emersa la necessità di procedere all'elaborazione concettuale
e tecnica di progetti di ampio respiro che garantiscano, da una
parte, il minor impatto possibile con la gestione tradizionale
e, dall'altra, una visione futura capace di assicurare sostenibilità
tecnica, economica e funzionale.
In questa
visione, quindi, gli Enti Locali si configurano come titolari
della progettazione strategica e, di conseguenza, come veri agenti
di cambiamento del territorio. Nello specifico dello Sportello
Unico per le imprese e per il cittadino, il protagonista principale
diventa proprio la Pubblica Amministrazione locale.
I Comuni medi e piccoli, così come i centri metropolitani, stanno
ormai vivendo una importante fase di riorganizzazione attuando,
da una parte, una nuova visione operativa orientata all'efficacia
e, dall'altra, ricevendo stimoli coerenti e innovativi dal legislatore,
che su diversi asset organizzativi ed economici sta cercando
di costruire strumenti normativi nuovi che generino cambiamenti
e innovazione.
Si possono citare alcune linee guida che appare utile tenere come
riferimento proprio per sottolineare le indicazioni strategiche
del legislatore e gli obiettivi di medio periodo in generale.
- Tecnologia di tipo aperto (Open Technology): al modificarsi
delle condizioni operative, da una parte, e dello scenario relazionale,
dall'altra, gli aspetti propri dell' Information Technology
devono poter riadattarsi e riconfigurarsi senza prevedere cambi
strutturali del sistema. Bisogna quindi orientarsi su scelte a
bassa obsolescenza organizzativa e tecnica e, nello stesso tempo,
usare soluzioni standard o successivamente riportabili a tali.
- Progettualità e modularità: il piano di intervento deve
essere capace di mettersi in relazione alla struttura organizzativa
degli Enti, nonché alla corrispondente capacità finanziaria. Gli
elementi di riferimento dovranno essere sempre qualitativi e le
risorse a disposizione saranno rapportate al numero di utenti
in grado di usufruire dei servizi.
- Capacità di controllo: il progetto richiede un cruscotto
di guida che informi continuamente la direzione istituzionale
dei progressi effettuati nella soddisfazione sia degli operatori
interni e sia degli utenti dei servizi messi a disposizione. La
soddisfazione degli utenti (Customer Satisfaction) dello
Sportello Unico per le imprese deve essere di fatto un "indicatore
di sistema".
- Analisi costi/benefici: va misurato l'effettivo riassetto
dell'economia temporale dei flussi e delle procedure interne,
la riorganizzazione del sistema informativo interno all'Ente,
la relativa economia di scala se presente, nonché l'introduzione
di strumenti avanzati di comunicazione verso l'interno e verso
l'esterno.
L'efficacia del progetto risente di una scelta strategica iniziale
di grande importanza e novità, che quindi deve essere chiara nelle
sue componenti e nei suoi effetti, oltre che condivisa, al fine
di evitare equivoci nella sua attuazione operativa. Inserito in
questa visione progettuale, lo Sportello Unico per le Imprese
assume un'evidenza particolare di nuovo servizio che costringe
la Pubblica Amministrazione ad una completa e totale revisione
della propria macchina organizzativa e gestionale: non è, cioè,
un nuovo Ufficio che fa in modo diverso le stesse cose, né un
progetto di ricollocazione del personale.
Questo nuovo servizio rappresenta, infatti, nella sua fase iniziale,
uno strumento per rimodellare: - il modo di erogare servizi -
il sistema del personale - la tecnologia di base - gli obiettivi
di soddisfazione del cliente.
Questa visione costringe ad un cambiamento che parte da una ferma
e decisa volontà politica di cambiare l'organizzazione interna
dell'Ente primario (il Comune) e, di conseguenza, le interazioni
con gli altri Enti coinvolti in questa rinnovata integrazione
funzionale.
Il cambiamento dell''Organizzazione è la fase iniziale,
alla quale succedono in chiave operativa le fasi di:
- Logistica;
- Metodologia;
- Applicazioni;
- Marketing e avvio.
Attraverso un tavolo di lavoro (possibilmente permanente) la prima
fase organizzativa pilota tutte le altre fasi, che possono succedersi
con contemporaneità precise e staff autonomi.
LA DIMENSIONE ORGANIZZATIVA
In questa sezione vengono prese in esame le diverse fasi attraverso
le quali si sviluppa la creazione dello Sportello Unico per le
attività produttive.
1. Mandato politico: come già evidenziato, la problematica
particolarmente strategica del servizio, che implica anche uno
specifico di consenso nella comunità, esige una forte presa in
carico del problema da parte del livello politico della singola
amministrazione. E' infatti nell'analisi politica dei gestori
del territorio (gli stakeholders) che devono trovarsi le prime
risposte per la strategia del servizio.
2. Analisi costi/benefici: tali problematiche di riassetto
profondo si attuano in modo estremamente variabile a seconda del
tipo di amministrazione. Prima fra tutte la dimensione del Comune
e poi altri indicatori di strategia territoriale (comunità montane,
luoghi di particolare interesse, aree obiettivo 4 U.E. ecc.) rendono
estremamente differente l'onere di investimento per la realizzazione
dello Sportello Unico. In analogia e specularmente nello stesso
tempo, risulta estremamente diverso il ritorno secondo indicatori
di performance del servizio: quantità delle pratiche svolte, tempi
di risposta, quantità di transazioni telematiche ecc. Va quindi
svolto uno studio che muova da questi passi:
- Determinazione di indicatori standard per la misurazione del
servizio;
- Personalizzazione/specializzazione degli indicatori al caso
di studio e/o aggiunta di altri indicatori di performance che
rispecchino l'effettiva peculiarità socio-tecnica dell'intervento;
- Analisi e verifica. In particolare per le piccole realtà amministrative,
al di sotto dei 10.000 abitanti, appare utile effettuare una scelta
consortile, che aggreghi da una parte i bisogni degli utenti e
dall'altra consenta agli Enti gestori di creare economia di scala
attraverso una sola struttura tecnico-operativa.
L'indicazione del numero di abitanti non vuole e non può essere
perentoria proprio per le caratteristiche del territorio lombardo
in termini sia di eterogeneità geografica e sia di localizzazione
e tipologia delle imprese insediate.
3. Analisi dell'esistente: lo Sportello Unico per le imprese,
come la sua stessa definizione lascia bene intendere è un vettore
e allo stesso tempo un luogo di incontro di attori sociali. Fino
ad ora l'attenzione è stata rivolta essenzialmente all'Ente Gestore,
la Pubblica Amministrazione Locale. Con una azione di analisi
dell'esistente si intende attivare un monitoraggio della realtà
imprenditoriale, associativa e del mercato locale di riferimento
così da comprendere a livello generale quale siano gli impatti
del servizio sulla comunità e quali siano le attese dei clienti/utenti.
Fortemente connesso al punto precedente, questa preanalisi deve
mettere nella mani del Dirigente del servizio dei dati effettivi
sui quali tarare i futuri feedback sulle performance del servizio.
4. Condivisione e riorganizzazione: stabilite le linee
generali dell'intervento dal gruppo dei decisori, dev'essere svolta
una vasta operazione di "Audit" e di condivisione del processo.
A seconda dell'organigramma e del funzionigramma proprio dell'Ente,
va stabilito un percorso di condivisione con il quale orientare
al meglio le linee generali sulle quali basare il piano operativo.
Un immediato ritorno valutativo da parte della struttura dirigenziale,
infatti, permette un definitivo posizionamento dell'intervento
e, nel contempo, il monitoraggio del consenso e delle esigenze.
COMPONENTI TECNOLOGICHE
L'architettura informatica dello Sportello Unico, e della
collegata struttura amministrativa, dovrebbe disporre di quanto
segue, tenendo in debito conto i due tipi di Sportello Unico previsti
dalla norma:
- Per il trattamento amministrativo del procedimento unico (Sportello
di tipo "A"):
a) archivio integrato e relazionale di tutti i dati afferenti
l'impresa; ü componenti software per alimentare/controllare l'archivio;
b) componenti software per evidenziare, seguire e automatizzare
i passi logici (in sequenza e in parallelo) dell'iter delle pratiche;
- Per i livelli di comunicazione con altri Enti:
a) componenti software necessari per inoltrare ai diversi Enti
della Pubblica Amministrazione (e riceverne risposta) i documenti
che concorrono al completamento e perfezionamento della "pratica",
nelle diverse rappresentazioni (documenti cartacei, registrazioni
magnetiche, documenti telematici);
b) monitoraggio e visibilità telematica sull'iter del procedimento.
- Per gli aspetti informativi (Sportello di tipo "B"):
a) un sistema di supporto conoscitivo - dalle procedure alle opportunità
di insediamento - capillare ed accessibile dagli operatori comunali
e dagli utenti interessati;
b) un insieme ragionato di informazioni orientate al marketing
del territorio;
c) una modalità di alimentazione e mantenimento delle informazioni
e dei servizi offerti.
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